Domenica 23 novembre 1980, esattamente 45 anni fa, 16436 giorni, 2438 settimane esatte. Questo è il tempo trascorso dalla data del terremoto dell’Irpinia che provocò 2914 morti e 8848 feriti oltre a lasciare una ferita indelebile nella memoria di chi c’era e ricorda esattamente dov’era, nel cuore di ha perso amici o parenti, nell’animo di tutti gli abitanti del Mezzogiorno d’Italia presi in giro per anni dalla mala politica e dalla criminalità organizzata. Soprattutto da politici compiacenti e collusi che hanno usato la tragedia di tutti come occasione per l’arricchimento personale e dei protagonisti clientelari che li seguivano.
La memoria del Terremoto dell’Irpinia
Questa è la memoria oggi, 23 novembre 2025, data per restare in tema di politica, delle elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto. La politica, anche quella che attualmente non c’entra niente con la gestione fallimentare e scelerata del passato, non ha mai chiesto scusa ai cittadini campani per aver sprecato l’equivalente di oltre 66 miliari di euro senza aver ultimano mai del tutto la ricostruzione. Una vergogna civile di cui il Sud si è portato la macchia e della quale la gente del Meridione è stata accusata da ignoranti razzisti come “terremotati”, quasi l’aver subito un terremoto fosse una colpa di chi ci muore, oppure “colerosi”. L’aggettivo giusto sarebbe stato “derubati” o forse “fessi”. Si fessi per non aver mai gridato allo scandalo contro una classe dirigente che per decenni ha preso in giro il Popolo, promettendo null’altro che scambi clientelari e contribuendo a creare l’immagine, peraltro errata e fortunatamente non generalizzata, di una politica ladra, cialtrona, opportunista.
Le inchieste e la vergogna della politica
Esistono inchieste della magistratura e di commissioni parlamentari che scavano nelle macerie di quella vergona ancora oggi insoluta. Ma quel giorno, domenica 23 novembre 1980 alle 19:34 morirono 2914 persone, sarebbe bello se il loro sacrificio fosse servito almeno a non replicare le negligenze che impedirono prevenzione e ricostruzione.
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