Abbiamo intervistato Annamaria Colao docente ordinaria di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università Federico II di Napoli, saggista e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.
Lei è docente di endocrinologia e malattie del metabolismo. Vorrei sapere se in base al suo autorevole parere le malattie del metabolismo possono essere più facilmente prevenute o curate?
Si, sono professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Questa disciplina studia la porta d’ingresso di tutte le malattie croniche: cardiovascolari, oncologiche, neurodegenerative. Tutte queste patologie possono essere prevenute attraverso uno stile di vita sano fin dalla prima infanzia. Il tema dell’educazione alla salute è largamente sottodimensionato, largamente anche sconosciuto; ma sì, quello di cui io mi occupo può far parte di grandi programmi di prevenzione. Sulla cura, per la gran parte di queste patologie, anche siamo molto avanti. Oggi l’obesità è sicuramente un tema di ampio spettro e ampio impatto nella popolazione.
Recentemente ha parlato di digiuno. Di solito da piccoli siamo stati abituati a pensare che il digiuno non sia qualcosa di buono. Possiamo spiegare ai lettori in che modo invece può essere efficace sul benessere e sulla salute di chi lo pratica?
Nel mio libro parlo di digiuno. In realtà il digiuno è sempre parziale, non è un digiuno totale. Non è vero che chi opera secondo le tecniche di digiuno non mangia assolutamente niente e beve solo acqua. No, il digiuno è una strategia di restrizione calorica importante che può essere portata avanti con modalità diverse, che io spiego nel libro, e serve a dare al corpo una spinta di rigenerazione. Quando noi andiamo in una restrizione calorica, di fatto mettiamo in campo l’autofagia cellulare: tutte le cellule che devono andare a morte ci vanno spontaneamente e questo ci permette di riparare e rigenerare organi e tessuti.
Potrebbe spiegarci, ovviamente senza anticipare troppo del testo, cosa raccontano il suo libro a proposito del digiuno e perché ha sentito il bisogno di scrivere un libro dedicato all’argomento?
Perché abbiamo scritto sull’argomento? Perché questo libro segue La dieta degli ormoni. Ne La dieta degli ormoni io spiego tutti gli ormoni che fanno parte del meccanismo fame-sazietà, della digestione dei carboidrati, delle proteine, dei grassi. Quindi cerco di spiegare come funziona la nostra macchina biologica. Il capitolo sul digiuno è stato un capitolo di grande interesse per i lettori per questo abbiamo pensato che forse andava un po’ approfondito, perché un solo capitolo non bastava.
Sempre a proposito del metabolismo e delle malattie metaboliche pare ci siano degli studi che dimostrano come ateromi fibrosi a superficie liscia possano regredire con un’attenta sorveglianza dei valori del colesterolo LDL. Ci può dire se si tratta di dicerie o studi accademici affidabili?
Se si parla di colesterolo LDL sì, allora, il colesterolo LDL è uno dei parametri. Oggi sappiamo che il colesterolo tutto va attenzionato, non solo quello LDL. Ci sono altre piccole molecole, delle lipoproteine come la lipoproteina piccola che ha un suo rischio cardiovascolare indipendente. Ma con le terapie, soprattutto le nuove terapie, la placca certamente si stabilizza, può anche ridursi leggermente. Però gli studi ci sono e si va avanti su questo tema perché, naturalmente, è di grande importanza avere un albero vascolare sano.
Siamo da un certo punto di vista Il paese degli oli e dei vini ma anche della mozzarella di bufala. Si può dire come possono coesistere questi tre alimenti insieme alla salute e ai piaceri del cibo? A proposito dell’alcol classificato come sostanza cancerogena pensa che bisogna evitarlo completamente o può essere inserito anche con moderazione nelle nostre diete?
Il piacere del cibo rispetto alla nutrizione con tutti i nostri prodotti. Dunque, l’olio è da solo un nutraceutico naturale. Contiene polifenoli, contiene acidi polinsaturi e acidi grassi polinsaturi che di per loro sono di effetto antinfiammatorio e antinvecchiamento dato l’alto tasso di vitamina D. Certo, il cibo può essere un nostro amico o un nostro nemico. L’alcol è una sostanza cancerogena ovviamente. Il vino però contiene anche dei polifenoli, quindi un conto è parlare di vino, un conto è parlare di superalcolici, ma non c’è dubbio che anche vino di altissima qualità non lo si possa consumare tutti i giorni. Con moderazione e bisogna, con l’età, ridurre questo consumo.
Lei è vicepresidente del consiglio superiore di sanità quindi, organo di consulenza del ministero della salute. Ci può dire se in questi anni è stato fatto qualcosa per evitare che si ripetano scenari come quelli del 9 marzo 2020?
Il Consiglio Superiore di Sanità è un organo consultivo e, devo dire, ci lavoriamo molto bene. È un gruppo bellissimo di persone votate alla professione della medicina e alla ricerca. Siamo molto attenti a tutto quello che riguarda la salute umana, in particolare per il nostro Paese. Ce la metteremo tutta per evitare che si ripetano scenari precedenti come quello del Covid.
In qualità di neuroendocrinologa, può dirci in quale percentuale l’alimentazione, lo sport e lo stile di vita senza eccessi possono allungare e migliorare la qualità della vita?
Come neuroendocrinologa, ovviamente, posso che dire che avere uno stile di vita sano — quindi con un’alimentazione sana, esercizio fisico, rispetto dei bioritmi, assenza di tossici tra cui mettiamo il fumo, l’alcol, i farmaci, le droghe, ma anche le persone, gli strumenti elettronici — migliori la qualità e allunghi la vita. Non c’è dubbio, anche perché tutto quello che è al di fuori di noi e che entra dentro di noi — che sia cibo, che sia aria, che siano relazioni affettive — trasforma il nostro sistema endocrino, quindi trasforma la nostra capacità di risposta e può renderci più forti o più deboli.
Cosa pensa dei farmaci come la semaglutide e tirzepatide, rappresentano solo delle scorciatoie per persone pigre che non vogliono fare sacrifici a tavola?
Si tratta di due farmaci che sono agonisti recettoriali di ormoni che il nostro corpo fisiologicamente produce con la digestione e che sono stati studiati per il diabete tipo 2. Oggi sappiamo che sono dei composti fondamentali per il controllo del peso. Non le chiamerei scorciatoie perché tutti coloro che hanno, da tutta la vita, problemi di peso e che fanno diete da tutta la vita, sanno che mantenere il peso in assenza o comunque in una scarsa produzione di questi ormoni rende il tentativo di fare un’alimentazione sana ed esercizio fisico piuttosto debole. Si tratta di terapie sostitutive, così come noi facciamo terapie sostitutive per gli ormoni tiroidei nelle persone con una tiroidite di Hashimoto o un ipotiroidismo; facciamo terapie con ormoni sessuali in chi ha perso questi ormoni per le ragioni più varie; facciamo una terapia sostitutiva per il problema del peso. Non dobbiamo demonizzare questi farmaci, né tantomeno bullizzare il paziente che ha problemi di peso come se fosse colpa sua. Questo è un grave, gravissimo errore che la nostra società fa: lo stigma nei confronti dei pazienti con obesità è gravissimo, a partire dai media che ritengono sempre il paziente con obesità il colpevole di essere una persona golosa e pigra. Niente di più lontano da questo: l’obesità è una patologia e come tutte le patologie necessita di diagnosi e terapia.
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