1. Tregua tra USA e Iran dopo cinque settimane di guerra
Il presidente Donald Trump ha annunciato una tregua di due settimane con l’Iran, che prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz al traffico petrolifero. L’accordo, mediato anche dal Pakistan e dalla Cina, arriva dopo un ultimatum americano che minacciava la distruzione di centrali e ponti iraniani. Teheran ha accettato di sospendere le ostilità in cambio di colloqui che inizieranno venerdì a Islamabad, guidati dal vicepresidente JD Vance. Nonostante l’annuncio, il cessate il fuoco resta fragile: l’Iran accusa Israele di aver bombardato il Libano e ha chiuso temporaneamente il passaggio alle petroliere. I mercati hanno reagito positivamente, con il petrolio sceso sotto i 100 dollari al barile. La Casa Bianca ha precisato che la tregua non include automaticamente il Libano, lasciando aperta la possibilità di ulteriori negoziati con Netanyahu. In tutto il Medio Oriente si respira un cauto sollievo dopo settimane di escalation.
2. Israele continua i raid sul Libano nonostante la tregua USA-Iran
Nonostante l’accordo tra Washington e Teheran, Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su Beirut, la valle della Bekaa e il sud del Libano, causando almeno 254 morti e oltre 1.165 feriti in poche ore. Il premier Netanyahu ha ribadito che la tregua non riguarda Hezbollah né il Libano. L’Idf ha colpito infrastrutture e posizioni militanti, mentre da Gaza arrivano notizie di una possibile estensione del conflitto. La comunità internazionale, compresa l’Onu, ha condannato le azioni israeliane. In Italia il governo ha espresso preoccupazione per la sicurezza dei 1.200 militari italiani impegnati nella missione Unifil. L’escalation rischia di far saltare i delicati equilibri raggiunti con la tregua di Hormuz.
3. Iran lancia missili su Paesi del Golfo dopo l’annuncio della tregua
Pochi minuti dopo la dichiarazione di cessate il fuoco, l’Iran ha risposto con lanci di missili balistici contro Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Israele. Teheran accusa gli Stati Uniti e Israele di aver bombardato le isole di Lavan e Sirri, definendo «rotto» l’accordo. Esplosioni sono state segnalate anche vicino alle raffinerie. L’Arabia Saudita ha confermato danni alla pipeline East-West Crude Oil. Nonostante le tensioni, navi greche e liberiane hanno attraversato per prime lo Stretto di Hormuz riaperto. La situazione resta fluida: il presidente iraniano Pezeshkian ha parlato di «tradimento», mentre la Casa Bianca minimizza gli incidenti come «scaramucce».
4. Frana gigante a Petacciato: Molise spaccato, A14 e ferrovia interrotte
Una delle frane più grandi d’Europa si è riattivata a Petacciato, sul litorale molisano, dopo 11 anni di quiescenza. Il movimento ha costretto alla chiusura precauzionale dell’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli e ha interrotto parzialmente la linea ferroviaria Pescara-Bari. La Protezione Civile parla di situazione «molto complessa» che richiederà settimane o mesi di lavoro. L’evento arriva dopo l’ondata di maltempo che aveva già provocato il crollo del ponte sul Trigno e la scomparsa di una persona. Decine di famiglie evacuate, traffico deviato su strade secondarie e danni stimati in milioni di euro. Il governo ha promesso interventi immediati.
5. Carenza di cherosene nei principali aeroporti del Nord Italia
Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso hanno introdotto restrizioni al rifornimento di carburante per gli aerei a causa di una grave carenza di jet fuel. Priorità assoluta ai voli sanitari, di Stato e a quelli superiori alle tre ore; tutti gli altri rischiano ritardi, riduzioni o cancellazioni. Non si tratta di un problema meteo ma di forniture insufficienti legate alle tensioni internazionali. Il ministro delle Infrastrutture Salvini ha escluso per ora un piano di razionamento nazionale, ma l’allarme è alto. Le compagnie aeree stanno riprogrammando i voli, con ripercussioni su migliaia di passeggeri proprio nel periodo di maggiore mobilità primaverile.
6. IdF spara su mezzo italiano Unifil in Libano: rabbia del governo italiano
Durante i raid israeliani in Libano, l’esercito israeliano ha colpito un veicolo dell’Unifil con a bordo militari italiani. Il ministro degli Esteri Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano e ha espresso «profonda preoccupazione e indignazione». L’Italia ha 1.200 soldati nella missione Onu e chiede immediate spiegazioni e garanzie di sicurezza. L’episodio rischia di complicare ulteriormente i rapporti tra Roma e Tel Aviv. Il governo Meloni ha ribadito il pieno sostegno alla missione di pace Onu e ha chiesto all’Idf di evitare qualsiasi azione contro contingenti stranieri.
7. Piazza Affari in rally: Ftse Mib +3,7% per la tregua in Medio Oriente
La Borsa italiana ha chiuso in forte rialzo grazie all’allentamento delle tensioni geopolitiche. Il controvalore degli scambi è salito a 6,73 miliardi di euro. I titoli bancari, petroliferi ed energetici hanno trainato il listino. Lo spread Btp-Bund è sceso ulteriormente. Gli investitori hanno premiato l’ipotesi di una rapida normalizzazione dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Stellantis, Eni, Unicredit e Leonardo tra i migliori. Analisti sottolineano che il mercato scommette su una de-escalation duratura, anche se i rischi restano elevati.
8. Via libera alla Camera al Dl Pnrr: novità per l’assegno unico
La commissione Bilancio ha approvato il decreto Pnrr che arriva oggi in Aula. Tra le misure principali, l’estensione dell’assegno unico universale ai figli a carico residenti in un altro Stato membro dell’Ue: circa 50.000 nuove famiglie beneficeranno dell’aiuto, con un costo che parte da 20 milioni nel 2026 e arriverà a 36 milioni nel 2035. Prorogata di un anno la possibilità per i medici convenzionati di restare in servizio fino a 72 anni. Il governo accelera così sull’attuazione del Piano di ripresa.
9. Senato discute il decreto bollette: governo al lavoro su piano energetico
L’Assemblea di Palazzo Madama ha avviato l’esame del disegno di legge di conversione del decreto bollette. Il governo sta mettendo a punto un piano per contenere gli effetti del caro-energia aggravato dal conflitto in Medio Oriente. Previste misure su accise, contributi alle imprese per digitalizzazione ed efficienza, e credito d’imposta per l’agricoltura. Il ministro Urso ha incontrato il vicepresidente della Commissione Ue per competitività e industria. L’obiettivo è evitare nuovi aumenti delle bollette per famiglie e imprese.
10. Trump minaccia tariffe del 50% a chi arma l’Iran
Il presidente americano ha scritto su Truth Social che qualsiasi Paese che fornirà armi all’Iran subirà immediatamente dazi del 50% su tutti i beni esportati negli Stati Uniti. La minaccia arriva mentre Washington e Teheran avviano i colloqui di pace. Trump ha parlato anche di possibili «sconti» su tariffe e sanzioni in cambio di un accordo stabile. La mossa mira a isolare ulteriormente l’Iran e a rafforzare la posizione negoziale americana.
11. Vaticano: Papa Leone condanna le minacce di Trump all’Iran
Il Vaticano ha fatto sentire la sua voce attraverso Papa Leone, che ha definito «inaccettabili» le minacce americane di distruggere infrastrutture iraniane. Il pontefice ha invitato tutte le parti a «scegliere la via della diplomazia e del dialogo» per evitare una catastrofe umanitaria. La Santa Sede segue con apprensione gli sviluppi mediorientali e rinnova l’appello a una tregua duratura che includa anche Gaza e Libano.
12. Democrazia Now: decine di democratici chiedono l’impeachment di Trump
Mentre la Casa Bianca celebra la tregua con l’Iran, decine di esponenti democratici al Congresso hanno firmato una lettera per chiedere la rimozione del presidente Trump dall’incarico. Accusano il suo comportamento durante la crisi iraniana di aver messo a rischio la sicurezza nazionale e di aver violato la Costituzione. La mossa, per ora simbolica, riflette le profonde divisioni interne alla politica americana in un momento delicatissimo per gli equilibri globali.
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