- Crisi nello Stretto di Hormuz: la Cina sfida apertamente il blocco navale USA.
La Cina ha condannato con durezza il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani, definendolo “pericoloso e irresponsabile”. Il ministro della Difesa cinese Dong Jun ha dichiarato: «Abbiamo accordi commerciali ed energetici con l’Iran e pretendiamo che nessuno interferisca. Lo Stretto di Hormuz è aperto per noi». Almeno quattro navi collegate all’Iran, tra cui la petroliera panamense Peace Gulf, hanno attraversato lo stretto seguendo rotte indicate dalla Guardia Rivoluzionaria. L’Arabia Saudita ha chiesto a Washington di revocare il blocco. Intanto Trump ha lasciato intendere che un nuovo round di colloqui con Teheran potrebbe aprirsi entro 48 ore dopo il fallimento dei negoziati di Islamabad. I prezzi del petrolio sono calati sulle speranze di distensione, ma l’Agenzia Internazionale dell’Energia parla di shock storico con una perdita di oltre 10 milioni di barili al giorno. - Washington ospita i primi colloqui diretti Israele-Libano dopo decenni.
Per la prima volta dal 1993, delegazioni israeliane e libanesi si sono incontrate a Washington sotto l’egida del segretario di Stato Marco Rubio. Israele ha posto al centro il disarmo di Hezbollah, mentre il Libano ha limitato il mandato a un cessate-il-fuoco. Al termine dell’incontro le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti futuri. Tuttavia, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha definito i colloqui «futili». Nel frattempo, un raid israeliano ad Adloun, nel distretto di Sidone, ha ucciso tre persone, mentre continuano gli attacchi in Libano che hanno già provocato quasi 2.100 vittime secondo il ministero della Salute libanese. - Trump attacca duramente Papa Leone XIV: «È debole».
Il presidente americano ha definito Papa Leone XIV «debole» e «pessimo in politica estera», sostenendo che senza di lui non sarebbe nemmeno al Vaticano. Le parole, pubblicate su Truth Social e poi parzialmente cancellate, hanno scatenato uno scandalo planetario. Il Pontefice ha replicato con serenità: «Non ho paura di lui e non dibatto con chi manipola la religione». La frase ha dominato le prime pagine di tutto il mondo, aprendo uno scontro senza precedenti tra Casa Bianca e Santa Sede proprio mentre infuria la crisi iraniana. - Meloni condanna Trump: «Parole inaccettabili» sull’insulto al Papa.
La premier Giorgia Meloni ha definito «inaccettabili» gli attacchi di Donald Trump a Papa Leone XIV, rompendo il silenzio dopo ore di tensione. Trump, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva detto di essere «scioccato» da Meloni, sostenendo che «non è più la stessa persona» e criticandola per la mancata adesione alla linea dura su Iran. Palazzo Chigi ha reagito con fermezza, ribadendo l’autonomia dell’Italia sulle alleanze internazionali. La mossa ha accentuato lo strappo tra Roma e Washington in un momento di grande instabilità geopolitica. - Meloni sospende il memorandum di difesa con Israele.
Il governo italiano ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico del Memorandum d’intesa sulla cooperazione militare e tecnologica con Israele, che prevedeva scambi di know-how tra industrie dei due Paesi. La decisione, motivata dalla «situazione attuale» e dai recenti attacchi contro contingenti UNIFIL, segna un raffreddamento netto nei rapporti bilaterali. Meloni ha agito dopo mesi di tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. La mossa ha conseguenze immediate sulle joint venture industriali e sulla collaborazione in ambito difesa. - Dimissioni choc negli USA: due deputati lasciano il Congresso per accuse sessuali.
Il repubblicano Tony Gonzales (Texas) e il democratico Eric Swalwell (California) hanno annunciato le dimissioni immediate dal Congresso americano dopo accuse di molestie e comportamenti inappropriati. Gonzales ha ammesso una relazione con una ex collaboratrice deceduta suicida; Swalwell è accusato di stupro da una ex staffer. Le due uscite, arrivate a poche ore di distanza, hanno riacceso il dibattito sull’etica nel Parlamento USA e sul #MeToo in politica. - Nuovo whistleblower denuncia violenze indiscriminate israeliane a Gaza.
L’ex contractor della Gaza Humanitarian Foundation David McIntosh ha raccontato di aver assistito a spari indiscriminati da parte di soldati israeliani contro civili in cerca di aiuti, inclusi bambini. Ha descritto l’uso di cani randagi come bersaglio e colpi sparati contro gli stessi operatori umanitari. Nel frattempo, almeno sei palestinesi sono stati uccisi in nuovi attacchi israeliani, violando la tregua mediata dagli USA. Il ministero della Salute di Gaza parla di oltre 2.600 morti vicino ai punti di distribuzione dal maggio 2025. - FMI taglia le stime di crescita: Italia allo 0,5% nel 2026.
Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le proiezioni per l’Eurozona (all’1,1% dal precedente 1,4%) e per l’Italia (allo 0,5% sia per il 2026 che per il 2027). La motivazione principale è l’inflazione energetica provocata dalla guerra in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Per l’Italia, già alle prese con consumi in calo, il dato è inferiore alla media eurozona. L’allarme del FMI ha spinto il governo a monitorare con urgenza l’impatto sui prezzi di benzina e bollette. - Allarme energetico in Italia per il blocco di Hormuz.
Il blocco navale americano nello Stretto di Hormuz ha fatto schizzare i timori di una crisi energetica in Europa e in particolare in Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio dal Golfo. Il governo segue con apprensione l’evoluzione, mentre Salvini denuncia «speculazione evidente sui carburanti». L’Agenzia Internazionale dell’Energia parla di shock storico. Le prime pagine dei quotidiani italiani aprono proprio su questo rischio, con possibili ripercussioni immediate su inflazione e crescita già riviste al ribasso dal FMI. - Ungheria: Péter Magyar vince e definisce l’Italia «alleato forte».
Dopo la clamorosa sconfitta di Viktor Orbán, il nuovo leader ungherese Péter Magyar ha celebrato la vittoria promettendo «più Europa e basta Russia». In un discorso molto atteso, Magyar ha elogiato Giorgia Meloni definendola «un ottimo esempio» e annunciando di volerla incontrare presto, indicandola come alleato chiave per il futuro dell’Unione. La notizia ha dominato le prime pagine italiane, interpretata come segnale di un possibile asse conservatore pro-europeo tra Budapest e Roma. - Mercati USA in rialzo per le speranze di nuovi colloqui con l’Iran.
Wall Street ha chiuso in positivo, con S&P 500 a +1,2% vicino al record, Dow +0,7% e Nasdaq +2%. Gli investitori hanno premiato le indiscrezioni su un possibile secondo round di negoziati USA-Iran entro pochi giorni. Il calo dei prezzi del petrolio (Wti -6,2%, Brent -3,77%) ha favorito i listini. Gli analisti sottolineano come l’ottimismo sulla distensione nel Golfo abbia prevalso sulle tensioni in corso. - FAO: il blocco di Hormuz rischia una «catastrofe alimentare» globale.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha lanciato l’allarme: un prolungamento della crisi nello Stretto di Hormuz potrebbe provocare una catastrofe alimentare mondiale a causa dell’aumento dei costi di fertilizzanti e carburanti. L’economista Máximo Torero ha ricordato che i sistemi agroalimentari sono legati ai calendari delle colture: ritardi significativi potrebbero ridurre drasticamente i raccolti. L’avvertimento arriva mentre Pakistan e India già razionano energia per contenere i costi.
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