1. Le proteste “No Kings” hanno segnato la giornata più grande di mobilitazione contro l’amministrazione Trump. Milioni di persone sono scese in piazza in tutti i 50 Stati americani e in decine di città nel mondo, da New York a Roma, da Londra a Sydney. Il terzo round di manifestazioni ha visto oltre otto milioni di partecipanti che hanno contestato la guerra in Iran, le politiche migratorie e l’autoritarismo percepito. A Roma, piazza San Giovanni ha ospitato oltre 50 mila manifestanti con striscioni “No Kings, no wars”. La Casa Bianca ha definito le proteste “caotiche”, ma gli organizzatori parlano di “risveglio democratico globale”. Le immagini di folle oceaniche hanno dominato i media internazionali.
2. Nella guerra in corso da un mese, un missile iraniano ha colpito l’impianto chimico Makhteshim nel Negev, in Israele meridionale. L’esplosione ha ferito una persona e provocato l’allarme per una possibile dispersione di sostanze tossiche. Le autorità israeliane hanno evacuato la zona circostante e chiuso le strade. Si tratta della prima volta che un obiettivo industriale di questo tipo viene centrato dal lancio iraniano. Teheran ha rivendicato l’attacco come risposta ai raid congiunti Usa-Israele delle ore precedenti. L’incidente ha fatto salire ulteriormente la tensione nella regione già sull’orlo di un conflitto più ampio.
3. Forze statunitensi e israeliane hanno bombardato il porto di Bandar Khamir, nel sud dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Almeno cinque persone sono morte e diverse infrastrutture portuali sono state danneggiate. L’operazione rientra nell’operazione “Roaring Lion” arrivata al trentesimo giorno. Washington e Gerusalemme hanno giustificato l’attacco come necessario per colpire le capacità missilistiche iraniane. Teheran ha parlato di “crimine di guerra” e promesso ritorsioni immediate. Il porto è strategico per l’esportazione di petrolio e il raid ha fatto schizzare i prezzi del greggio sopra i 110 dollari al barile.
4. I ribelli Houthi dello Yemen sono entrati ufficialmente nel conflitto iraniano lanciando missili e droni verso Israele. È il primo attacco diretto del gruppo contro lo Stato ebraico dall’inizio della guerra. Le difese israeliane hanno intercettato la maggior parte dei proiettili, ma l’episodio ha aperto un nuovo fronte. Gli analisti sottolineano che l’ingresso degli Houthi rischia di destabilizzare ulteriormente il Mar Rosso e le rotte commerciali globali. La Casa Bianca ha definito l’azione “inaccettabile” e ha annunciato l’arrivo di un contingente di Marines in Medio Oriente.
5. Il Bahrain ha imposto un coprifuoco marittimo notturno dalle 18 alle 4 per contrastare possibili attacchi iraniani. La misura è stata presa dopo una serie di incursioni attribuite a Teheran nelle acque del Golfo. Le autorità hanno rafforzato la sorveglianza costiera e limitato il traffico navale. Il piccolo regno del Golfo è alleato degli Usa e ospita basi militari americane. La decisione ha creato preoccupazione tra le compagnie di navigazione che già faticano per le tensioni nello Stretto di Hormuz.
6. Per la prima volta nella storia, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme. Il motivo ufficiale è il rischio elevato nella Città Vecchia a causa della guerra con l’Iran. Migliaia di fedeli cattolici sono rimasti fuori. Il Patriarca ha espresso amarezza per un gesto che ha “ferito la comunità cristiana”. La notizia ha fatto il giro del mondo e ha provocato reazioni critiche da Vaticano e Unione Europea.
7. Negli Stati Uniti persiste lo stallo al Congresso sul finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Interna. Migliaia di agenti TSA lavorano senza stipendio da settimane e gli aeroporti registrano ritardi e code record. Il presidente Trump ha ordinato il pagamento immediato degli stipendi con fondi di emergenza, ma i democratici accusano i repubblicani di usare la crisi per imporre tagli. I viaggiatori hanno vissuto una giornata di caos nei principali scali americani.
8. Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio del Giappone di Formula 1 a Suzuka diventando, a soli 18 anni, il più giovane leader del Mondiale della storia. Il pilota italiano della Mercedes ha dominato la gara sotto la pioggia, precedendo Verstappen e Norris. L’Italia intera ha festeggiato il nuovo fenomeno del motorsport. La vittoria arriva dopo un inizio di stagione già straordinario e proietta Antonelli verso il titolo iridato.
9. Diversi droni, tra cui uno di fabbricazione ucraina, sono stati avvistati nel sud-est della Finlandia. Uno è precipitato vicino a Kouvola senza causare vittime. Le autorità finlandesi hanno attivato i sistemi di difesa aerea e rafforzato i controlli di frontiera. L’episodio è stato interpretato come possibile spillover della guerra russo-ucraina verso il nord Europa. Helsinki ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza nazionale.
10. Un grave incendio ha devastato un nightclub a Kehl, in Germania, vicino al confine francese. Le 750 persone presenti sono state evacuate in tempo, ma tre sono state ricoverate per shock. Le fiamme hanno completamente distrutto la struttura. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore. Le cause sono ancora da accertare, ma si indaga su un possibile corto circuito. L’episodio ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni in Germania.
11. Il giovane politico canadese Avi Lewis è stato eletto leader del New Democratic Party. Figlio di due icone progressiste, Lewis ha promesso un rinnovamento radicale del partito puntando su ambiente, giustizia sociale e uscita dalla Nato. La sua vittoria segna un cambio generazionale nella sinistra canadese e potrebbe influenzare gli equilibri politici in vista delle prossime elezioni federali.
12. A Islamabad si è tenuto un vertice trilaterale tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto e Turchia per discutere la crisi in Medio Oriente. I tre Paesi hanno chiesto de-escalation immediata, cessate il fuoco e ripresa dei negoziati. Il Pakistan ha offerto di ospitare colloqui diretti tra Usa e Iran. L’incontro prelude a un summit più ampio con l’Arabia Saudita e sottolinea il ruolo crescente dei Paesi musulmani non arabi nella mediazione del conflitto.
Leggi anche I fatti principali del 28 marzo 2026





Ancora nessun commento.