Nino Sarratore è il personaggio del romanzo di Elena Ferrante, “L’Amica Geniale”, un personaggio spesso identificato con il narcisista e manipolatore. Raffaella Ferré ha deciso di parlare dei vari Nino che si possono incontrare nella vita cercando di fornire, alle malcapitate – ma come si nota leggendo il libro, anche ai malcapitati – un modo per produrre gli anticorpi e difendersi dai Nino successivi, perché, il primo Nino è come il vaccino a vettore virale: serve per diventare immuni – forse – a quelli che lo seguiranno.
Ho avuto modo di leggere diverse volte il libro “Lo Stronzo Geniale: guida semiseria ai Nino Sarratore”. Un concentrato di letteratura, filosofia, arti figurative, musica e cultura. Il libricino edito da Colonnese supera di poco le 100 pagine in un formato decisamente piccolo ma contiene, in modo equo, nozioni e approfondimenti. L’autrice ha pensato di scrivere il libro, certo, dalla sua parte dell’Universo, quello Femminile, ma non ha mai messo in dubbio – anzi ha esplicitato – che possano esistere anche delle Nine. Come lei stessa ammette, ha avuto un personal Nino.
Questo pezzo – perché io sono diventato giornalista per errore, un giorno lo racconterò ai lettori quindi parlo di pezzo non di articolo dato che non sono bravo – avrebbe dovuto essere scritto e pubblicato circa otto mesi fa, quando Il Radar organizzò un presentazione, insieme a Raffaella del libro – fucsia, ma qualcuno vorrebbe vederlo rosa – ma chi scrive, cioè io, ha colto adesso l’occasione della concomitanza con l’uscita di un altro testo stampato dall’editore e scritto sempre da Raffaella, per festeggiare un anno di successi dall’uscita del libro. Sono state organizzate oltre 50 presentazioni su e giù per il Bel Paese. Una di queste è quella organizzata dal Radar.

Si potrebbe parlare molto del racconto, del testo, di tutti i paralleli e i lanci di battute che l’autrice dissemina tra le parole. Collegamenti interdisciplinari, richiami a film, canzoni, poesie e al centro sempre una sola figura: il Sarratore ma la vittima – che può essere donna o uomo – ha sempre il suo spazio.
Il lettore, almeno questo è accaduto a chi scrive, ha modo di riflettere molto su quello che trova. Però, Giovanni Paolo II ebbe a dire che il comunismo fu un male necessario. Il papa aveva sicuramente ragione. Anche il fascismo però fu quel male necessario che ha permesso alla nostra Costituzione di produrre gli anticorpi a dittature e abusi nei riguardi dei deboli. Senza il fascismo i padri costituenti non avrebbero avuto presente quella vergona, e nel tentativo di scongiurarla alle generazioni future, non avrebbero avuto la lucidità di codificare principi che neanche la Costituzione degli Stati Uniti può vantare. Basta guardare come sono ridotti laggiù. Il ventennio è stato quel male che ci ha poi permesso di avere almeno 80 anni di lucidità che pare si stiano concludendo, ancora purtroppo, nel sonno collettivo della ragione. Ma quando leggi le pagine di questo libro dedicato al personaggio negativo dell’Amica Geniale ti viene da riflettere.
Riflettere sul fatto che, come dice Raffaella, esiste per qualcuno anche una Nina Sarratrice. Almeno nel mio caso, questo mi ha portato la lettura. Nina Sarratrice è una donna bellissima nell’aspetto e nell’animo. Probabilmente riferirsi a questa donna con il femminile, per nome e cognome, di Nino Sarratore, significa gettare su di lei una accezione negativa. In effetti ha fatto anche male, ma ha fatto soprattutto bene. Perché come canta Max Pezzali nella sua “Il Mondo Insieme a te”, non avrei visto mille miliardi e più di cose. Nina Sarratrice è stata il mio male necessario, ma contrariamente al periodo fascista non è una vergona. È l’autrice di una tela meravigliosa, rosea e azzurra, che lei ha dipinto nella mia vita. E pensando ad Antonello Venditti, è indimenticabile e ogni cosa che farò, ogni amore che vivrò, avrà dentro un po’ di lei probabilmente perché lei è l’unico vero amore, come un diamante, uno e per sempre. Non è la sindrome di Stoccolma, amo Nina e lei mi ama.
E per concludere, cara Raffaella, tu che scrivi per Il Mattino, c’era una frase di Roberto Gervaso pubblicata sull’edizione di domenica 20 agosto 2000: “Le donne sono angeli senza i quali la vita sarebbe un inferno”. Io la prendo in prestito, la riscrivo: “Nina Sarratrice sarà anche un demone, ma un demone senza il quale questa vita non potrebbe essere un paradiso”.
Queste considerazioni sono frutto di una riflessione che, come già spiegato, è conseguente alla lettura del testo che essendo una guida semiseria fa scaturire pensieri semiseri, sta al lettore se pensare al prefisso “semi” come a un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Per chi non l’ha ancora fatto, varrebbe la pena di leggerlo, se siete riusciti a leggere questo mio articolo fin quaggiù, non potete non leggere il libro fucsia e, per completare il quadro cromatico, anche quello blu – o turchese che si preferisca – il più recente lavoro di Raffaella “Vita Fuori Menù” perché con il Nino – o la Nina – giusto o sbagliato che sia, un buon pasto serve sempre a equilibrare relazioni e serotonina. Buon pasto… Volevo scrivere lettura, a tutti.
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