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Quali sono le religioni più diffuse negli Stati Uniti

Le religioni e la composizione sociale degli Stati Uniti d'America
Le religioni e la composizione sociale degli Stati Uniti d'America

Abbiamo cercato di indagare la composizione socio demografica degli USA. I dati sono in continua evoluzione, ma questi riflettono lo scenario più aggiornato al 2025-2026.

Secondo lo studio Religious Landscape Study (RLS) 2023-24 di Pew Research Center (pubblicato nel 2025 e rappresentativo degli adulti statunitensi), le affiliazioni religiose principali sono le seguenti (con percentuali arrotondate):

  1. Cristianesimo: 62% della popolazione adulta (di cui Protestanti 40%, Cattolici 19% e altri cristiani 3%). È di gran lunga la religione dominante.
  2. Nessuna affiliazione religiosa (atei 5%, agnostici 6% e “niente in particolare” 19%): 29%.
  3. Giudaismo: 2%.
  4. Islam: circa 1%.
  5. Buddismo e Induismo: circa 1% ciascuno (altre religioni minori completano il restante 7% non cristiano).

Queste percentuali sono stabili rispetto al 2019-2021, dopo decenni di calo del cristianesimo e crescita degli atei.

Le religioni negli Stati Uniti per fasce sociali

  • I cristiani rappresentano trasversalmente la società, ma con differenze interne: i Protestanti evangelici e i Cattolici sono diffusi in tutte le classi, con maggiore presenza tra i ceti medi e operai, nelle aree rurali e del Sud. I Protestanti mainline (storici) tendono a essere più istruiti e con redditi medio-alti, prevalentemente bianchi. I Protestanti neri storici hanno redditi mediamente più bassi (solo il 14% con reddito familiare oltre 100.000 dollari).
  • I non affiliati sono più giovani (età mediana 38 anni vs 54 dei cristiani), più presenti tra i millennial e Gen Z, urbani, con livelli di istruzione sopra la media (soprattutto atei e agnostici, intorno al 50% con laurea).
  • Ebrei e indù occupano le fasce socio-economiche più alte: circa il 65-70% ha una laurea o titolo superiore (contro il 35% della media nazionale) e oltre il 50% ha reddito familiare oltre 100.000 dollari. Sono prevalentemente urbani, professionali (settori tech, finanza, medicina, legge) e di classe medio-alta/alta; gli indù sono in larga parte immigrati asiatici (77% nati all’estero), gli ebrei quasi tutti bianchi non ispanici (90%).
  • Musulmani e buddisti sono gruppi più giovani (75% sotto i 50 anni), con alta quota di immigrati (59% e 55%), istruzione e reddito sopra la media ma non ai livelli di ebrei/indù, e maggiore diversità etnica.

In sintesi, le religioni “minori” (ebraismo, induismo) si concentrano nelle élite istruite e urbane, mentre il cristianesimo e l’irreligiosità attraversano tutte le classi, con i non affiliati più presenti tra i giovani e i laureati.

Le nazionalità straniere più presenti negli Stati Uniti (popolazione nata all’estero)

Al 2025 la popolazione straniera nata all’estero (foreign-born) è stimata intorno ai 51-53 milioni di persone, pari a circa il 15-15,8% della popolazione totale USA (341,8 milioni al luglio 2025 secondo il Census Bureau). I dati più dettagliati per Paese di nascita provengono dall’American Community Survey (ACS) 2023 e aggiornamenti Pew 2025:

  • Messico: circa 11 milioni (22-23% di tutti gli immigrati; ~3,2% della popolazione totale USA).
  • India: 3-3,2 milioni (6%).
  • Cina (inclusi Hong Kong e Macao): 2,4-3 milioni (5-6%).
  • Filippine: circa 2,1 milioni (4%).
  • Cuba: circa 1,7 milioni (3%; seguono da vicino El Salvador, Vietnam e Guatemala intorno a 1,4-1,5 milioni ciascuno).

Queste cinque nazionalità rappresentano oltre il 40% della popolazione immigrata. La quota assoluta è cresciuta negli ultimi anni per effetto di flussi recenti, soprattutto dall’America Latina e dall’Asia. La maggior parte (circa il 73%) degli immigrati ha uno status legale stabile (cittadini naturalizzati, residenti permanenti o rifugiati).

Le principali nazionalità di discendenza dei cittadini statunitensi

Qui si considera l’ascendenza auto-dichiarata (ancestry) della popolazione complessiva (nativi e naturalizzati), che riflette le origini storiche della stragrande maggioranza dei cittadini USA. I dati ACS 2023 (Migration Policy Institute) indicano i gruppi più numerosi (le persone possono indicare più ascendenze, quindi le percentuali non sono esclusive):

  1. Tedesca: 41,1 milioni (~12% della popolazione totale).
  2. Messicana: 39,4 milioni (~11,5%).
  3. Britannica (Regno Unito/Inghilterra): 37,5 milioni (~11%).
  4. Irlandese: 34,9 milioni (~10,2%).
  5. Italiana: 16,2 milioni (~4,7%).

Queste cinque ascendenze coprono una quota enorme della popolazione bianca e ispanica. Seguono poi polacca, francese, scozzese, ecc. La discendenza europea domina ancora tra i bianchi non ispanici, mentre quella messicana è la seconda in assoluto e riflette sia l’immigrazione storica sia quella recente. Quasi tutti questi individui (eccetto una piccola quota di stranieri non naturalizzati) possiedono la cittadinanza USA.

In conclusione, gli Stati Uniti restano un mosaico: il cristianesimo (soprattutto protestante e cattolico) è ancora maggioritario ma in contrazione relativa, le origini europee (tedesca, britannica, irlandese, italiana) e messicana definiscono l’eredità della popolazione cittadina, mentre l’immigrazione attuale è guidata da Messico, India e Cina. Le fasce alte della società vedono una sovrarappresentazione di ebrei e indù, mentre le classi medie e operaie restano più legate al cristianesimo tradizionale o all’irreligiosità giovanile.

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