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Le 10 biblioteche più grandi del mondo

Le 10 biblioteche più grandi del mondo
Le 10 biblioteche più grandi del mondo

Le grandi biblioteche del mondo rappresentano veri e propri tesori dell’umanità, custodi di milioni di storie, conoscenze e memorie collettive. Tra le più imponenti per dimensione della collezione, emergono dieci istituzioni che non solo conservano volumi e documenti in quantità straordinarie, ma fungono da ponti vivi tra passato e futuro, aprendo le porte della cultura a studiosi, cittadini e curiosi di ogni provenienza. Ecco un viaggio discorsivo tra queste giganti, partendo dalla cima della classifica secondo i dati più recenti disponibili.

La British Library di Londra e Boston Spa si piazza al vertice con una collezione che supera i 200 milioni di items, tra libri, manoscritti, mappe, registrazioni sonore e molto altro. I suoi scaffali si estendono per oltre 746 chilometri – quanto la distanza da Londra ad Aberdeen – e ogni anno ne aggiungono altri 9,6 per accogliere i nuovi arrivi. La struttura principale, inaugurata nel 1998 accanto alla stazione di St Pancras, è il più grande edificio pubblico costruito nel Regno Unito nel Novecento: oltre 120.000 metri quadri di superficie, con basamenti che scendono fino a 24 metri sotto terra, una cubatura imponente che ospita sale di lettura spaziose e magazzini robotizzati. Proprietà del Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport britannico, opera come ente pubblico indipendente. Le sue radici affondano nel 1753, quando il British Museum raccolse le prime donazioni reali e private per rendere il sapere accessibile al pubblico; divenne biblioteca nazionale autonoma nel 1973 proprio per centralizzare il deposito legale di tutto ciò che si pubblica nel Regno Unito e in Irlanda. Oggi contribuisce alla diffusione della cultura con esposizioni gratuite (dalla Magna Carta ai quaderni di Leonardo), un archivio web che preserva siti internet dal 2005, milioni di pagine digitalizzate accessibili online e servizi di prestito interbibliotecario che raggiungono il mondo intero: un faro che rende il patrimonio universale fruibile a chiunque, senza barriere.

Subito dopo, con circa 178 milioni di items, sorge la Library of Congress a Washington D.C., la biblioteca de facto nazionale degli Stati Uniti. I suoi scaffali si snodano per 1.349 chilometri (838 miglia), distribuiti tra tre edifici monumentali sul Capitol Hill – il Jefferson (1897), l’Adams (1939) e il Madison (1980) – più centri di conservazione esterni. La cubatura complessiva delle strutture è vastissima, con spazi che ospitano non solo libri ma anche mappe, foto e registrazioni in oltre 470 lingue. Fondata nel 1800 per fornire testi al Congresso, fu quasi distrutta dall’incendio del 1814 durante la guerra anglo-americana; rinacque grazie all’acquisto della collezione personale di Thomas Jefferson, che ne ampliò gli orizzonti oltre i soli interessi legislativi. Di proprietà del Congresso e gestita dal Librarian of Congress, riceve per deposito legale due copie di ogni opera protetta da copyright USA. Il suo ruolo culturale è immenso: gestisce il Copyright Office, offre accesso gratuito a ricercatori (con tessera reader), espone tesori come una Bibbia di Gutenberg e la bozza della Dichiarazione d’Indipendenza, e digitalizza milioni di documenti nell’American Memory e nella World Digital Library, rendendo la storia americana e mondiale disponibile a chiunque abbia una connessione internet.

Terza per ampiezza complessiva è la Nation’s Library (Millet Kütüphanesi) di Ankara, con 141,7 milioni di items: qui il conteggio include oltre 120 milioni di documenti digitali dagli archivi di Stato turchi, affiancati da circa 4-5 milioni di volumi stampati. Gli scaffali misurano circa 201 chilometri, ospitati in un moderno edificio di 125.000 metri quadri aperto al pubblico 24 ore su 24, con capacità per 5.000 lettori e una cubatura imponente pensata per accogliere flussi continui di visitatori. Voluta dal presidente Erdogan e inaugurata nel 2020 come simbolo nazionale, nasce dall’unione di collezioni statali per creare un hub culturale contemporaneo in Turchia. Proprietà dello Stato turco, funge da biblioteca presidenziale e nazionale: conserva manoscritti rari, opere in 134 lingue e accesso digitale a tesori d’archivio. Contribuisce alla fruizione della cultura aprendo le porte a tutti (con residenza turca per il prestito), organizzando eventi e rendendo disponibile online un patrimonio che unisce storia ottomana, repubblicana e globale.

Proseguendo verso est, la Russian State Library di Mosca (ex Biblioteca Lenin) custodisce oltre 126 milioni di items, con scaffali che superano i 275 chilometri. La struttura principale, con edifici storici e moderni, ospita sale di lettura per migliaia di persone. Fondata nel 1862 come parte del Museo Rumyantsev e diventata biblioteca di Stato dopo la Rivoluzione d’Ottobre, fu concepita per raccogliere tutto il pubblicato in Russia e sul russo all’estero, diventando il cuore della cultura sovietica e poi russa. Gestita dal Ministero della Cultura, è deposito legale nazionale e apre le porte a ricercatori internazionali. Il suo contributo è evidente nelle digitalizzazioni, nelle mostre e nel sostegno alla ricerca accademica, preservando un patrimonio che spazia dalla letteratura slava ai documenti di epoca zarista e sovietica.

A Shanghai, la Shanghai Library raggiunge i 58 milioni di volumi, ospitati in un complesso che include il nuovo East Building di 115.000 metri quadri (2022), con ampi spazi aperti e giardini integrati. Gli scaffali si estendono per decine di chilometri in una struttura alta e luminosa. Fondata nel 1952 dalla fusione di collezioni preesistenti, nacque per servire la crescita industriale e culturale della città più dinamica della Cina, diventando deposito legale e centro di documentazione scientifica. Proprietà del governo municipale, è la più grande biblioteca pubblica cinese e contribuisce attivamente con sale tematiche, programmi educativi e digitalizzazioni che rendono accessibili manoscritti antichi, genealogie e brevetti a milioni di cittadini e studiosi.

La New York Public Library, con i suoi 55 milioni di items distribuiti in 92 sedi (la principale al Schwarzman Building), conta circa 201 chilometri di scaffali, di cui molti sotterranei sotto Bryant Park. Il palazzo principale, inaugurato nel 1911, ha una cubatura di oltre 294.000 metri cubi (10,38 milioni di piedi cubi) ed è uno dei più grandi edifici in marmo mai costruiti negli USA. Nata nel 1895 dalla fusione di biblioteche private e pubbliche per democratizzare il sapere nella metropoli in espansione, è un ente privato no-profit sostenuto da fondi pubblici e donazioni. Il deposito legale non è obbligatorio, ma la collezione cresce grazie a acquisti e lasciti; contribuisce enormemente alla cultura con esposizioni iconiche, servizi gratuiti per tutti i newyorkesi, digitalizzazioni e il famoso Rose Main Reading Room, simbolo di accesso universale al sapere.

La National Library of China a Pechino conserva circa 44 milioni di items, in un edificio imponente progettato per simboleggiare la continuità della civiltà cinese. Fondata nel 1909 come biblioteca della capitale e elevata a nazionale nel 1912, nacque per preservare il patrimonio imperiale dopo la fine della dinastia Qing e promuovere l’istruzione moderna. Di proprietà statale, è deposito legale e centro di ricerca; le sue sale e piattaforme digitali diffondono manoscritti millenari, opere in lingue asiatiche e risorse contemporanee, rafforzando l’identità culturale cinese nel mondo globalizzato.

A Tokyo e Kyoto, la National Diet Library del Giappone raccoglie oltre 44 milioni di items, con scaffali estesi in strutture moderne. Creata nel 1948 per supportare il Parlamento post-bellico, sul modello della Library of Congress, divenne presto deposito legale nazionale. Gestita dal governo, offre accesso pubblico e servizi di ricerca che aiutano legislatori e cittadini a comprendere la storia e la società nipponica, con forte enfasi sulla digitalizzazione e sulla conservazione di documenti rari.

La German National Library, con sedi a Lipsia e Francoforte, arriva a 43,7 milioni di items. Fondata nel 1912 per raccogliere tutto il pubblicato in lingua tedesca dopo l’unificazione, ha radici nel desiderio di preservare l’identità nazionale attraverso la letteratura. Ente federale, è deposito legale obbligatorio e contribuisce alla cultura europea con cataloghi online, mostre e programmi di ricerca che rendono accessibile il patrimonio germanofono a livello internazionale.

Chiude la top ten la Royal Library di Copenaghen e Aarhus (parte dell’Università di Copenaghen), con 42,5 milioni di items fisici. Le sue origini risalgono al XVII secolo come biblioteca reale, aperta al pubblico nel 1793 per diffondere il sapere illuminista. Oggi ente statale e deposito legale danese, i suoi scaffali e servizi digitali preservano tutto il pubblicato in Danimarca dal 1482, offrendo mostre, eventi e accesso libero che rafforzano la fruizione culturale nel Nord Europa.

Queste dieci biblioteche non sono solo magazzini di carta: sono luoghi vivi dove la conoscenza respira, si condivide e si evolve, dimostrando che la grandezza di una nazione si misura anche dalla generosità con cui apre i suoi tesori al mondo.

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