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Dialogando con Lucrezia Calugi, dalla biologia alla televisione

Lucrezia Calugi
Lucrezia Calugi

Abbiamo parlato di alimentazione e colazione (sì, ancora colazione, perché non bisogna mai dimenticare il pasto che psicologicamente e fisicamente stimola l’organismo all’inizio della giornata) con Lucrezia Calugi una giovane e poliedrica biologa nutrizionista che, tra le altre cose è anche conduttrice di un programma quotidiano su RTV38 una televisione toscana. Ringraziamo Lucrezia non solo per la disponibilità ma anche perché con il suo dinamismo e l’energia che ci ha investito attraverso le sue risposte, ha rappresentato al meglio il volto e l’umore della buona alimentazione.

Sappiamo che ti sei interessata a molti aspetti della vita e della società, tra le altre cose hai all’attivo una partecipazione a Miss Italia, la conduzione di un programma molto seguito su una rete Toscana e la tua attività di biologa nutrizionista. Proprio a questo proposito, recentemente hai parlato di colazione. Posso chiederti secondo te, e secondo la scienza, quale sarebbe la durata giusta in minuti e l’apporto calorico giusto per una colazione salutare?

In realtà non esiste una regola uguale per tutti. Più che guardare l’orologio o contare le calorie, mi piace parlare di qualità e di consapevolezza. Se riusciamo a prenderci anche solo 15-20 minuti per fare colazione con calma è già un bel regalo che facciamo al nostro corpo. Dal punto di vista energetico dovrebbe rappresentare circa un quarto delle calorie della giornata, ma dipende molto dalla persona. C’è chi fa sport, chi ha un lavoro sedentario, chi si alza alle cinque del mattino ognuno ha esigenze diverse

I tempi e i ritmi del capitalismo contemporaneo, a tuo parere, sono conciliabili con una corretta colazione e, in generale, con una corretta alimentazione?

È sicuramente più difficile, ma non impossibile. Oggi viviamo spesso di fretta e il rischio è quello di mangiare in modo automatico, scegliendo alimenti molto processati o saltando i pasti. Credo che la soluzione non sia cercare la perfezione, ma costruire abitudini sostenibili. Anche preparare la colazione la sera prima o dedicare dieci minuti in più al mattino può fare una grande differenza. L’alimentazione deve adattarsi alla vita reale, non il contrario.

A me capita spesso di viaggiare e fate colazione in hotel. Posso chiederti quali sono i punti di forza della colazione italiana, americana, continentale e degli altri tipi di colazione assortita che spesso troviamo in hotel?

La colazione italiana è ottima per gusto e tradizione, ma spesso è ricca di zuccheri e povera di proteine. Quella americana offre generalmente più proteine grazie a uova, yogurt e frutta, anche se bisogna fare attenzione agli alimenti ricchi di grassi saturi come bacon e salsicce. La colazione continentale è spesso quella più varia, perché permette di combinare pane, cereali, frutta fresca, yogurt, semi e frutta secca. Il consiglio è sfruttare la varietà del buffet per costruire un piatto equilibrato, senza pensare che “essendo in vacanza vale tutto”.

In questo periodo molti italiani sono o andranno in vacanza. Spesso in hotel la colazione è inclusa nel prezzo. Di solito si assumono molte calorie alle 7 del mattino (l’ho fatto anch’io in passato ma solo perché supponevo che a quell’ora facesse meno male) per restare sazi e cenare direttamente la sera. Dal punto di vista biologico nutrizionale è un approccio errato o accettabile se non ripetuto troppo spesso?

Se capita occasionalmente non rappresenta un problema per una persona sana. Il nostro organismo è in grado di adattarsi. Se però diventa un’abitudine, può portare ad arrivare alla sera con una fame eccessiva e rendere più difficile gestire il senso di sazietà e l’equilibrio energetico della giornata. Il nostro corpo funziona meglio quando riceve energia distribuita nell’arco della giornata, senza lunghi periodi di digiuno seguiti da pasti molto abbondanti.

Per anni ho fatto grandi colazioni, pranzi medi e cene piccole. Sono anche dimagrito ma quando poi mi sono rivolto a una tua collega per diventare vegano, ho trovato un equilibrio diverso e ancora più giusto. Viaggiando spesso devo fare colazione in hotel ma appare che per i vegani ci sia poco assortimento. Cosa si potrebbe scegliere per avere buoni apporti senza uscire dal campo vegano?

Oggi molti hotel stanno ampliando l’offerta anche per chi segue un’alimentazione vegetale.

Si possono scegliere diverse alternative, ad esempio: pane integrale con crema 100% di frutta secca o marmellata; porridge o fiocchi d’avena; frutta fresca; frutta secca e semi; bevande vegetali senza zuccheri aggiunti; yogurt vegetali fortificati quando disponibili. L’importante è cercare di inserire anche una quota proteica, perché è proprio quella che spesso manca nelle colazioni vegane tradizionali.

Viviamo in un tempo frenetico anche dal punto di vista alimentare. Gli eccessi sono sono tentazioni e a volte percorsi quasi obbligati all’ordine del giorno. Come possiamo tenere a bada il colesterolo stando a tavola? E perché, a tuo parere, non c’è altrettanta propaganda e informazione per prevenire il consumo dei grassi saturi?

La prevenzione parte dalla tavola. È utile aumentare il consumo di verdura, legumi, cereali integrali, frutta, pesce e frutta secca, limitando invece gli alimenti ricchi di grassi saturi come alcuni salumi, formaggi molto grassi e prodotti industriali. È importante ricordare che non è un singolo alimento a determinare il rischio cardiovascolare, ma lo stile di vita nel suo insieme: alimentazione, attività fisica, sonno e abolizione del fumo. Per quanto riguarda la comunicazione, oggi si parla molto di zuccheri e poco di grassi saturi. In realtà entrambi meritano attenzione. Servirebbe una maggiore educazione alimentare, che aiuti le persone a capire come costruire una dieta equilibrata senza demonizzare nessun alimento.

Infine una curiosità su di te. Sei una conduttrice dalla personalità poliedrica attiva in vari campi dello spettacolo e della cultura. Pensi che in futuro ti “specializzarai” in uno di questi settori oppure hai intenzione di continuare a coltivare in parallelo tutti i tuoi interessi e progetti professionali?

Sono una persona molto curiosa e credo che le mie esperienze si arricchiscano a vicenda. La nutrizione mi permette di prendermi cura delle persone attraverso la scienza, mentre la televisione e la comunicazione mi consentono di divulgare temi importanti in modo semplice e accessibile. Per il momento mi piace continuare a coltivare entrambi questi percorsi, perché credo che oggi la divulgazione scientifica abbia un ruolo fondamentale. Se un domani dovessi specializzarmi ancora di più, mi piacerebbe farlo proprio nell’ambito della comunicazione della salute e del benessere, unendo le mie due grandi passioni.

Leggi anche Parlando di colazione e alimentazione con il professor Luca Piretta

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