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Cos’è il Perdono di Assisi

La Porziuncola all'interno della Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi
La Porziuncola all'interno della Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi

Oggi, primo agosto 2026, si apre ufficialmente il tempo del Perdono di Assisi: dal mezzogiorno di oggi fino alla mezzanotte di domani, 2 agosto, milioni di fedeli in tutto il mondo possono lucrare l’indulgenza plenaria legata alla Porziuncola. È un appuntamento antico e vivo, che unisce memoria francescana, misericordia divina e possibilità concreta di rinnovamento interiore.

Il Perdono di Assisi: origine religiosa e storica

Secondo la tradizione francescana, tutto ebbe inizio in una notte di luglio del 1216. San Francesco, immerso in preghiera nella piccola chiesa della Porziuncola (Santa Maria degli Angeli), ebbe una visione: Gesù e la Madonna, circondati da angeli, gli apparvero in una luce intensa. Il Signore gli chiese quale grazia desiderasse per la salvezza delle anime. Il Poverello rispose chiedendo il perdono completo di tutte le colpe per quanti, pentiti e confessati, avessero visitato quella chiesa. Gesù accettò la richiesta, ma ordinò a Francesco di rivolgersi al suo Vicario in terra.

Francesco si recò a Perugia, dove si trovava il neo-eletto papa Onorio III. Nonostante le perplessità della Curia – un’indulgenza plenaria senza offerte e senza pellegrinaggi lunghi era inconsueta – il Pontefice concesse il privilegio, limitandolo però a un solo giorno all’anno, il 2 agosto. Il 2 agosto 1216, alla presenza dei vescovi umbri e di una grande folla, Francesco annunciò il dono con le parole celebri: «Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!».

Il principale documento storico che ne attesta la memoria è il Diploma di Teobaldo (1310), redatto dal vescovo di Assisi. Le prime testimonianze scritte risalgono alla fine del XIII secolo; le fonti più antiche della vita di Francesco non ne parlano esplicitamente, e alcuni storici hanno discusso sull’esatta modalità della concessione. La Chiesa, tuttavia, ha sempre riconosciuto e difeso la validità dell’indulgenza, legandola indissolubilmente al carisma di misericordia del Santo di Assisi.

In cosa consiste e come si è trasformato

Il Perdono di Assisi è un’indulgenza plenaria: rimette non solo la colpa (già cancellata dalla confessione), ma anche la pena temporale dovuta ai peccati già perdonati. In origine era riservata esclusivamente alla Porziuncola e al giorno del 2 agosto. Nel corso dei secoli è stata progressivamente estesa: prima a tutte le chiese dell’Ordine francescano (concessioni di Sisto IV, Gregorio XV e altri papi), poi, nel Seicento, a tutte le chiese parrocchiali. Così il desiderio di Francesco – che tutti potessero raggiungere il Paradiso – divenne accessibile ovunque.

Alla Porziuncola stessa, grazie a decreti successivi (tra cui quello della Penitenzeria Apostolica del 1988), l’indulgenza può essere lucrabile tutti i giorni dell’anno, una volta al giorno, per sé o per i defunti. Nelle altre chiese, invece, rimane legata al periodo che va dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2. Questa evoluzione ha trasformato un privilegio locale in un dono universale della Chiesa, mantenendo però intatto il legame con il luogo e con lo spirito di Francesco.

Come viverlo e ottenerlo oggi

Proprio oggi, 1° agosto 2026, il tempo del Perdono è aperto. Per lucrare l’indulgenza plenaria (applicabile a se stessi o a un defunto) occorrono le condizioni usuali stabilite dalla Chiesa:

  • Confessione sacramentale (anche nei giorni precedenti o seguenti, generalmente entro otto-venti giorni), con disposizione di cuore che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.
  • Partecipazione alla Santa Messa e Comunione eucaristica.
  • Visita a una chiesa parrocchiale o francescana (oppure, ovviamente, alla Porziuncola) nel periodo indicato, recitando il Credo (rinnovo della professione di fede) e il Padre Nostro (affermazione della dignità di figli di Dio).
  • Preghiera secondo le intenzioni del Papa (di solito un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria, o altra preghiera a scelta).

Alla Porziuncola si può ottenere tutti i giorni dell’anno; altrove solo in queste 36 ore. Non si tratta di un automatismo giuridico, ma di un cammino interiore: pentimento sincero, riconciliazione, rinnovamento della fede e comunione con la Chiesa. Molte comunità francescane e parrocchie organizzano veglie, confessioni prolungate e celebrazioni particolari proprio in questi giorni.

Il Perdono di Assisi rimane così un invito concreto a sperimentare la misericordia di Dio, nello stesso spirito con cui Francesco, otto secoli fa, desiderò «mandare tutti in Paradiso». Oggi, 1° agosto, è il momento ideale per iniziare.

Leggi anche 27 marzo 2020: il ricordo della benedizione di Piazza San Pietro deserta

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