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Dai Concerti allo Sport: come il mondo dello spettacolo può salvaguardare l’ambiente

Scatto fotografico professionale che ritrae Billie Eilish durante un evento pubblico (gli AMA del 2019), mentre indossa una maglietta con la scritta "No Music on a Dead Planet"
Scatto fotografico professionale che ritrae Billie Eilish durante un evento pubblico (gli AMA del 2019), mentre indossa una maglietta con la scritta "No Music on a Dead Planet"

Da sempre i grandi eventi di massa sono organizzati in stadi illuminati sia di giorno che di notte generando in modo indiretto tonnellate di emissione di CO2. Oggi, una nuova consapevolezza sta ridisegnando le regole dell’intrattenimento. La nota cantante Billie Eilish, sconvolta da quanto i concerti siano dannosi per l’ambiente, sta creando un nuovo modello per i tour moderni, stabilendo nuovi standard di sostenibilità. Durante i suoi ultimi concerti, sono stati esposti dei cartelloni che indicavano i dati e le statistiche riguardanti l’attuale emergenza climatica. Le bottiglie d’acqua distribuite, erano fatte di materiale riutilizzabile e gli allestimenti degli stand per merchandising erano rigorosamente prodotti con materiali recuperati e riciclati. Il suo ultimo tour, in giro per quattro continenti, ha evitato che 103.620 bottiglie d’acqua finissero in discarica e ha organizzato raccolte alimentari per ben 4.000 persone. Questa fantastica iniziativa offre un modello che anche altri artisti hanno replicato. I Coldplay nei loro tour, hanno raggiunto risultati storici, riducendo del 59% le emissioni di CO2. Per ogni biglietto venduto hanno finanziato la piantumazione di oltre 7 milioni di alberi. Non solo: attraverso delle cyclette e un pavimento cinetico, il pubblico genera letteralmente elettricità ballando e pedalando prima del concerto, alimentando il “C-Stage” della band. I Radiohead viaggiano prediligendo i treni ai voli privati e spediscono l’attrezzatura del palco via nave anziché via aerea per abbattere l’impatto dei trasporti. La band dei Pearl Jam dal 2003 si auto-impone una carbon tax interna e una parte degli incassi di ogni concerto viene investita direttamente in progetti di riforestazione. Anche in Italia molti artisti come Francesca Michelin collaborano a progetti di riforestazione e Elisa preferisce organizzare i concerti in piccoli borghi per ridurre l’impatto dei grandi stadi. Tuttavia, il mondo dello sport sta iniziando a copiare i modelli ecologici della musica, e ci sono già diverse realtà che applicano gli stessi principi di Billie Eilish e dei Coldplay. Nel calcio, il punto di riferimento globale sono i Forest Green Rovers, una squadra inglese certificata dall’ONU come la prima società sportiva a emissioni zero. Nel loro stadio si applicano regole rigidissime come ad esempio servire menù al 100 % vegani con birre a base vegetale. Il campo è irrigato con acqua piovana riciclata e curato da un robot alimentato a energia solare. Le maglie da gioco della squadra sono realizzate con materiali riciclati, inclusi scarti di caffè e fibra di bambù. Seguendo l’esempio dei pavimenti cinetici dei Coldplay, il Climate Pledge Arena è il primo palazzetto al mondo a zero emissioni di carbonio. Non utilizza gas, ma è alimentato al 100% da energie rinnovabili e il ghiaccio della pista viene creato riciclando l’acqua piovana raccolta dal tetto. Anche le federazioni internazionali stanno correndo ai ripari per non perdere credibilità di fronte alla crisi climatica, nella Formula 1 ad esempio, l’intero campionato è progettato per azzerare l’impatto logistico, riciclando persino il 100% degli pneumatici da corsa dopo ogni evento. Se tutto questo non fosse l’eccezione felice di pochi pionieri, ma diventasse lo standard obbligatorio per ogni evento, l’impatto sul pianeta sarebbe colossale. Se ogni stadio, teatro o festival del mondo spegnesse i vecchi generatori diesel, azzerasse la plastica monouso e offrisse solo cibo a filiera corta, non assisteremmo solo a un risparmio di milioni di tonnellate di CO2, ma a una rivoluzione culturale. Grandi palchi e arene sportive hanno il potere unico di radunare le masse e dettare le tendenze: fare di più in questi spazi significa educare milioni di persone in una sola sera, dimostrando che vivere in modo sostenibile non è un sacrificio, ma lo spettacolo più straordinario a cui possiamo partecipare. Se le più grandi popstar e i club sportivi stanno dimostrando che la transizione ecologica è possibile, ora la palla passa alle istituzioni e a noi spettatori: perché lo spettacolo più bello rimarrà sempre quello di un pianeta da salvare.

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