Dopo lo scandalo Paragon nel quale risulta essere stati spiati attraverso il loro smartphone, tra gli altri, il direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino, altra storica penna della testata napoletana, siamo riusciti a incontrare entrambi i protagonisti in occasione della presentazione del libro del direttore della testata partenopea a Napoli, in concomitanza della presentazione del libro “Il Nemico Dentro” edito da Rizzoli. Se JFK a Berlino, il 26 giugno 1963, poté dire che tutti gli uomini liberi sono cittadini di Berlino, oggi noi non possiamo non parafrasarlo dicendo che chiunque cerchi la verità, in qualsiasi circostanza, è dalla stessa parte di Ciro e Francesco. La nostra intervista al direttore di Fanpage.it
Noi cittadini italiani abbiamo un vantaggio rispetto agli altri popoli: abbiamo – dovremmo avere – gli anticorpi sviluppati in un ventennio di dittatura fascista. Che effetto fa pensare che i diritti tuoi e potenzialmente di tutti i cittadini italiani siano messi a repentaglio da uno spyware?
Penso che noi italiani non abbiamo anticorpi rispetto al fascismo. Anche se li avessimo sarebbero molto deboli perché non abbiamo mai fatto realmente i conti con quel passato. Un passato fatto di autoritarismo e privazioni di libertà che non abbiamo mai metabolizzato del tutto. In questo, secondo me, sta anche il fatto che difronte a cittadini spiati, in modo illegale, ma anche oscuro, difronte ai tentativi di mettere il caso sotto silenzio o insabbiarlo da parte di una fazione della politica, non ci sia stata grande risposta dell’opinione pubblica. L’Italia è un Paese che ciclicamente fa i conti con la quiescenza di un potere autoritario. Forse gli italiani sono convinti di essere in un contesto ingovernabile che solo l’autoritarismo può far rigare dritto. Non saprei, non è una mentalità che mi appartiene ma ci sono dei ritorni ciclici.
La nostra Costituzione, almeno sulla carta, è una delle più avanzate del mondo e fonde “suggerimenti” di Kelsen e Schmitt. Se si può disattendere in questo modo l’articolo 15, vuol dire che si tratta di una Costituzione inattuata?
Non penso che la Costituzione sia inattuata. Sicuramente è un fatto grave che va approfondito. Probabilmente il corpus normativo non è al passo con l’innovazione tecnologica. Difronte a tanti reati abbiamo una legislazione e un corpo di polizia che sono efficienti. Qui abbiamo gli anticorpi, ma in tema di cybersicurezza le istituzioni e l’attenzione dell’opinione pubblica è inadeguata difronte a una minaccia che oggi colpisce poche persone ma in futuro potrebbe colpire chiunque. Nessuno è al sicuro difronte alla violazione della scatola nera della nostra vita.
Ti senti tutelato dalle Istituzioni italiane?
Mi sento tutelato dalle istituzioni italiane? No, ma continuo ad averne fiducia. Non ha senso avere fiducia negli avvisi di Meta mentre il Governo e il Copasir ammettono che non sia giusto che l’azienda mi abbia avvisato. È frustrante sentirsi tutelati da Paragon che smentisce Governo e Copasir per tre volte difronte a versioni che mirano a sgonfiare il caso negando le vicissitudini sul contratto tra il Governo e la stessa Paragon. Essere tutelati da Meta e da Paragon non è una bella cosa tanto più se ti tutelano dalle tue Istituzioni che vorrebbero derubricare il tuo caso a minutaglia. Però non bisogna smettere di avere fiducia nelle istituzioni perché cosa accadrebbe se quei soggetti esterni non ti tutelano più?
C’è un film del 2006 “Le vite degli altri” che racconta di una dittatura, stavolta comunista, che fa spiare i suoi cittadini. Alla fine si scopre l’Istituzione che spiava, ma non l’agente. Auspichi un epilogo simile anche per la vicenda che ti riguarda?
Spero solo sia fatta chiarezza anche se non sono fiducioso. Le storie di spyware insegnano che spesso la verità viene a galla nonostante gli insabbiamenti. Auspico che si sappia chi ha agito e perché. Non per me, ma per evitare che in futuro ci siano eventi simili a danni di tutti i cittadini.
Ringraziamo Francesco Cancellato per questa intervista.
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