Ieri sera stavo ascoltando, così magari per gioco o curiosità, la canzone di Achille Lauro, il cantante non l’armatore. Una canzone bellissima. Lauro De Marinis e Matteo Ciceroni hanno giocato splendidamente con il nome, Eterno, della città Eterna palindroma a sé stessa e al concetto assoluto che l’amore sia eterno dovunque e comunque sia.
Da un cantante romano, visto su YouTube, a una cantante romana. Mentre passo a Giorgia, guardo la storia, su Instagram – che ci vuoi fare la solitudine ti fa giocare contemporaneamente con un social dal computer e l’altro dallo smartphone – di una mia cara e vecchia amica. Un ragazzo dai caratteri somatici orientali entra in un autobus il giorno di San Valentino e, guarda un po’, davanti a lui, autisti compresi, tutti in numero pari, tutti a baciarsi. Scende, entra in un ristorante, magari ha fame d’amore, d’amore per sé, ma è l’unico a non baciarsi con un’altra persona. Si affaccia nelle cucine ma la scena non cambia. E non cambia nulla, dovunque vada.
È un’esasperazione del concetto di repulsione della festività di San Valentino. Solo una persona che ama può stare così male vedendo l’esibizione consumistica dell’amore altrui. Se non hai il cuore infranto non puoi stare male. Il 14 febbraio è un giorno, un giorno come tanti per dire a sé stessi che l’amore è dovunque, per chiunque e in ogni caso della vita. Accanto a questo pezzo i lettori troveranno anche un altro pezzo che spiega come mai San Valentino è considerato il giorno della Festa degli Innamorati. Questo è amore, non l’abuso di una pratica sociale per vendere più cioccolatini. Dio lo sa se sono buoni come una canzone di un divo che si fa ascoltare su YouTube nel mese del Festival di Sanremo, ma qualunque cosa ne pensiate, l’amor che move il sole e l’altre stelle per l’universo si squaderna ovunque e, in sustanze, a chiunque. È passato il Novecento ma tutti abbiamo bisogno d’amore, anche il ragazzo nel video con le sembianze orientali. Stava male perché aveva bisogno d’amore, ovviamente. Non perché ne avesse la repulsione. Avevo fatto confusione, su questo punto, perché stavo ascoltando Giorgia, non Meloni, che stava facendo un Golpe, pensa un po’. Equivoci e giochi di parole a parte, se tutti abbiamo bisogno d’amore allora il protagonista del video è amato e ama ed è per questo che detesta il giorno di San Valentino, perché quello che ci manca ci fa più male delle ricchezze che possediamo, ma non è sempre così. Intanto, tra un Golpe e l’altro ho trovato La Cura Per Me, prima che qualcosa, ricordandomi un Sanremo di 6 anni fa, l’ultimo prima dell’ora più buia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, facesse rumore nel mio cuore e nelle anime dell’Italia intera. Quel rumore d’amore era 6 anni fa, è oggi e sarà per sempre Indimenticabile. Oggi quell’amore è con me, in ogni istante e in ogni luogo. L’amore è sempre con noi, perché quando diciamo a noi stessi di trovare qualcuno che ci guardi in un certo modo, stiamo implicitamente dicendo che se qualcuno ci guardasse così non avremmo bisogno di trovarlo perché ci troverebbe per primo. L’amore è sempre dentro noi, perché se Lauro, Achille Lauro, e i suoi amici possono scrivere una canzone usando la cornice Eterna di Roma con quel concetto assoluto di ab-eternità dell’amore, allora dovunque siamo, dovunque andremo, l’amore sarà con noi.
Dovunque loro siano ci amano e li amiamo: lo sanno e lo sappiamo.
Le donne e gli uomini che amiamo.
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