Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne, ma non facciamo tutti la pagliacciata di sporcarci la guancia con il rossetto rosso: è esibizionismo puro, non serve a niente e sconfina nell’ipocrisia
Piuttosto facciamo in modo di non avere più bisogno di questa, e delle altre giornate internazionali, perché con il nostro vivere quotidiano avremo l’uguaglianza tra le persone, tra tutte le persone.
Questa mattina un amico giornalista mi ha fatto leggere un suo articolo nel quale specificava che il 25 novembre non deve essere solo un simbolo. Ha perfettamente ragione. Di recente ho sentito delle donne adulte che dicono che stanno insegnando ai loro figli bambini a portare i fiori alle bambine tutti i giorni. Penso sinceramente che sia una pagliacciata. Occorrerebbe soffermarsi sul rispetto.
Il rispetto va insegnato a bambini e bambine e deve essere un rispetto per tutti femmine o maschi che siano altrimenti avremo sempre dei giovani delinquenti che ammazzano coetanei spesso minorenni o infraquattordicenni. Inoltre occorre dare atto ai Parlamenti che si sono succeduti che molto è stato fatto. La legge Golfo-Mosca, la legge sul femminicidio – che addirittura rischia di sbilanciare l’uguaglianza giuridica tra donne e uomini a favore delle prime – la legge sullo stalking – anche se si tratta di un reato di cui possono essere vittime anche gli uomini e che può insinuarsi anche tra persone dello stesso sesso. Si tratta di 3 leggi importanti ma ve ne sono altre che hanno parificato – e in qualche modo cercato di colmare le mancanze eccessive del passato con un eccesso opposto attuale, dannoso quanto il precedente – donne e uomini in tutti gli aspetti della società. All’atto materiale se una donna vuole accusare un uomo di un reato si confonde l’accusa con la realtà della colpevolezza mentre non accade il viceversa. Questa è una deriva del sonno della ragione. È indispensabile continuare a perseguire la parità, talvolta anche avvantaggiando la donna su alcuni aspetti della vita sociale e lavorativa, ma occorre essere attenti a non confondere la bellezza dell’esposizione mediatica – peraltro non supportata da prove statistiche – con la necessità di sanzionare i colpevoli e tutelare chi è ingiustamente accusato.
Buon 25 novembre a tutte e tutti e per quelli che ancora si credono Padron Ntoni dei Malavoglia ricordate che la donna è tanto più bella quanto è più libera di amare o non amare. E buon 25 novembre all’unica donna che amo – che non è la mia mamma che non c’è più, per lei c’è un altro amore diverso – che anche se lontana è comunque l’unica nella mia mente e nel mio cuore.
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