La rivalità tra Iran e Arabia Saudita rappresenta uno dei conflitti più persistenti e complessi del Medio Oriente, radicata in differenze religiose, politiche ed economiche. Questa tensione ha modellato le dinamiche regionali per decenni, influenzando guerre per procura e alleanze instabili. L’Iran, con la sua popolazione prevalentemente sciita, e l’Arabia Saudita, baluardo del sunnismo wahhabita, si contendono l’egemonia in una regione strategica per il petrolio e la sicurezza globale. La rivalità si è acuita dopo la Rivoluzione Islamica iraniana del 1979, quando Teheran ha iniziato a promuovere un modello teocratico sciita, percepito come una minaccia dai monarchi sunniti del Golfo.
La Divisione Sciita-Sunnita come Radice del Conflitto
La spaccatura tra sciiti e sunniti risale al VII secolo, dopo la morte del Profeta Maometto, e ha alimentato secoli di tensioni etniche e religiose tra persiani (prevalentemente iraniani) e arabi. In epoca moderna, questa divisione si è trasformata in una lotta geopolitica. L’Iran si vede come campione degli sciiti, supportando gruppi come Hezbollah in Libano e le milizie in Iraq, mentre l’Arabia Saudita promuove il wahhabismo sunnita, finanziando moschee e movimenti conservatori in tutto il mondo musulmano. Dopo il 1979, l’Iran ha esportato la sua rivoluzione, incitando insurrezioni sciite in paesi a maggioranza sunnita, come il sequestro della Grande Moschea della Mecca nel 1979 da parte di estremisti ispirati da Teheran. Questo ha portato a guerre per procura, come in Yemen, dove i sauditi combattono i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, e in Siria, dove Riyadh appoggia i ribelli sunniti contro il regime di Assad, alleato di Teheran.
Una Breve Spiegazione della Differenza tra Sciiti e Sunniti
La differenza principale tra sunniti e sciiti riguarda la successione del Profeta Maometto. I sunniti, che costituiscono circa l’85-90% dei musulmani globali, credono che il leader della comunità islamica debba essere eletto dalla umma (comunità), come avvenne con Abu Bakr, il primo califfo. Gli sciiti, invece, ritengono che la guida debba rimanere nella famiglia del Profeta, specificamente attraverso Ali, cugino e genero di Maometto, e i suoi discendenti, gli Imam. Questa divergenza ha portato a interpretazioni diverse della legge islamica (sharia) e dei rituali, con gli sciiti che enfatizzano il martirio di Hussein (nipote di Maometto) e un clero più gerarchico. Oggi, queste differenze sono spesso strumentalizzate per scopi politici, amplificando conflitti settari.
Altre Divisioni Politiche ed Economiche
Oltre alla frattura religiosa, le divisioni politiche tra Iran e Arabia Saudita ruotano attorno alla lotta per l’influenza regionale e alla sicurezza. Teheran accusa Riyadh di essere un alleato degli Stati Uniti e di Israele, mentre i sauditi vedono l’Iran come una potenza revisionista che destabilizza i paesi arabi attraverso proxy armati in Iraq, Libano, Siria e Yemen. Economicamente, entrambi dipendono dal petrolio, ma l’Iran soffre di sanzioni internazionali che limitano le sue esportazioni a circa 1,5 milioni di barili al giorno, rispetto ai 9 milioni della Arabia Saudita. Riyadh guida l’OPEC per stabilizzare i prezzi, mentre Teheran cerca di aggirare le restrizioni con alleanze come quella con la Cina. Queste divergenze hanno portato a una “guerra fredda” economica, con i sauditi che investono in diversificazione (Vision 2030) e l’Iran che punta su tecnologia nucleare e missili per compensare le sue debolezze.
Alleanze in Guerre negli Ultimi 100 Anni
Negli ultimi cento anni, Iran e Arabia Saudita non hanno mai formato alleanze dirette in conflitti armati, rimanendo spesso su fronti opposti. Durante la Guerra Fredda, entrambi erano anti-sovietici e pro-occidentali, ma non collaborarono militarmente. Negli anni ’60, l’Iran sostenne i sauditi in una guerra per procura contro l’Egitto in Yemen del Nord, fornendo aiuti ai realisti contro i repubblicani appoggiati dal Cairo. Tuttavia, dopo il 1979, le relazioni si deteriorarono: i sauditi supportarono l’Iraq di Saddam Hussein nella guerra Iran-Iraq (1980-1988), fornendo miliardi in aiuti. Negli anni recenti, si sono scontrati indirettamente in Yemen (dal 2015) e Siria (dal 2011), senza mai allearsi. Anche nella Guerra del Golfo del 1991 contro l’Iraq, l’Iran rimase neutrale, mentre Riyadh guidò la coalizione anti-Saddam.
Confronto: le Loro Economie
Nel 2026, l’economia saudita supera nettamente quella iraniana. Il PIL nominale dell’Arabia Saudita è di circa 1,25 trilioni di dollari, rispetto ai 401 miliardi dell’Iran, rendendo Riyadh la 18ª economia mondiale e Teheran la 34ª. Il PIL pro capite saudita è di 32.458 euro, mentre quello iraniano è di 4.094 euro, riflettendo le sanzioni che limitano l’Iran. Riyadh ha un debito pubblico del 38,5% del PIL (370 miliardi di dollari), contro il 41,9% dell’Iran (175 miliardi). La crescita del PIL saudita è prevista al 2,6% nel 2026, trainata dal petrolio e dalla diversificazione, mentre l’Iran cresce del 3,5% nonostante le restrizioni, grazie a esportazioni alternative verso Cina e Russia. Entrambe dipendono dall’energia, ma i sauditi investono in turismo e tech, mentre l’Iran combatte l’inflazione al 40%.
Confronto: le Loro Forze Armate
Secondo il Global Firepower Index del 2026, l’Iran è al 16° posto mondiale per potenza militare, superando l’Arabia Saudita al 25°. Teheran ha 650.000 soldati attivi e 350.000 riservisti, contro i 282.000 attivi sauditi. L’Iran eccelle in forze di terra con 1.713 carri armati e una vasta flotta di droni e missili balistici (oltre 3.000), inclusi sottomarini (6 unità). Riyadh spende di più, con un budget di oltre 70 miliardi di dollari annui, acquistando tecnologia occidentale come F-15 (286 aerei da combattimento) e sistemi Patriot. L’Iran ha 627 aerei militari totali, inclusi 160 elicotteri, e 90 navi, ma soffre di obsolescenza a causa delle sanzioni. I sauditi hanno superiorità aerea e navale, ma dipendono da alleati USA per logistica.
La Situazione Attuale alla Guerra di Questi Giorni
Al 7 marzo 2026, la rivalità tra Iran e Arabia Saudita ha raggiunto un picco con l’escalation di una guerra regionale. Iniziata il 28 febbraio con attacchi USA-Israele contro siti nucleari e militari iraniani, che hanno ucciso il Leader Supremo Khamenei e decine di ufficiali, l’Iran ha retaliato con missili e droni contro Israele, USA e stati del Golfo, inclusa l’Arabia Saudita. Teheran ha colpito raffinerie saudite come Ras Tanura, impianti di desalinizzazione e l’ambasciata USA a Riyadh, causando incendi e chiusure. Riyadh, inizialmente neutrale e mediatrice (con accordi del 2023 mediati dalla Cina), ora considera l’Iran una “minaccia esistenziale” e ha chiuso il suo spazio aereo a USA e Israele, riservandosi il diritto di rispondere militarmente. Colpi iraniani hanno ucciso soldati USA in Kuwait e danneggiato porti in UAE e Qatar, spingendo il Golfo verso una coalizione anti-Iran. La produzione di petrolio è rallentata nello Stretto di Hormuz, con prezzi saliti dell’8%. Hezbollah ha attaccato Israele dal Libano, e truppe israeliane sono entrate in Libano meridionale. Riyadh ha abbandonato la neutralità, supportando un possibile cambio di regime a Teheran, mentre Oman e Qatar cercano di mediare. Il conflitto ha causato centinaia di morti, inclusi civili, e rischia di espandersi ulteriormente.
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