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Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla: 15 marzo 2026 contro i disturbi alimentari

Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per la sensibilizzazione sui disturbi alimentari
Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per la sensibilizzazione sui disturbi alimentari

Ogni 15 marzo l’Italia si tinge di lilla per ricordare che i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) – comunemente chiamati disturbi alimentari – non sono “cose da ragazze” o “mode passeggere”, ma patologie complesse, gravi e curabili, che colpiscono oltre 3 milioni di persone nel nostro Paese (più del 5% della popolazione, secondo i dati più recenti del Ministero della Salute e della SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza).

La giornata nasce nel 2012 grazie all’Associazione Mi Nutro di Vita, fondata da Stefano Tavilla, padre di Giulia, scomparsa a soli 17 anni proprio il 15 marzo 2011 a causa della bulimia. Nel 2018 è stata riconosciuta ufficialmente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il fiocchetto lilla, simbolo internazionale da oltre 30 anni, oggi rappresenta speranza, prevenzione e lotta allo stigma.

I disturbi alimentari più diffusi in Italia

I principali sono:

  • Anoressia nervosa (restrizione alimentare, paura ossessiva di ingrassare, alterazione dell’immagine corporea).
  • Bulimia nervosa (abbuffate seguite da comportamenti compensatori come vomito, lassativi o eccesso di sport).
  • Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder – BED), il più frequente in assoluto, caratterizzato da abbuffate ricorrenti senza condotte di eliminazione.

Altri quadri includono ARFID (disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo), pica e disturbi non altrimenti specificati (OSFED). In Italia, tra i 12 e i 64 anni, circa il 36,8% dei casi diagnosticati è anoressia, il 21,9% bulimia e il 41,3% altre forme.

Colpiscono soprattutto le ragazze (8-10% per anoressia e bulimia), ma i maschi sono in forte aumento (0,5-1%, e fino al 20% tra gli adolescenti 12-17 anni). L’età di esordio si è abbassata drammaticamente: oggi si manifestano anche a 8-9 anni, con picchi tra gli 11-15.

Quante persone ne soffrono e come è cambiata la situazione?

Oltre 3 milioni di italiani convivono con questi disturbi (dati confermati da Ospedale Bambino Gesù, SINPIA e Ministero della Salute). La pandemia ha fatto esplodere i numeri: +30-35% di casi dal 2019, con nuovi accessi passati da circa 680 mila a oltre 1,4 milioni in pochi anni. Nel 2024-2025 gli ospedali pediatrici hanno registrato incrementi fino al +64% di nuove diagnosi. Purtroppo l’anoressia nervosa resta il disturbo psichiatrico con il tasso di mortalità più alto.

Ci sono cure e soluzioni efficaci?

Sì, e la guarigione è possibile, soprattutto se si interviene precocemente. La chiave è l’approccio multidisciplinare:

  • Terapia nutrizionale (ristabilire un rapporto sano con il cibo).
  • Psicoterapia evidence-based, in primis la CBT-E (Cognitive Behavioral Therapy Enhanced) di Fairburn, considerata il gold standard internazionale.
  • Terapie familiari (soprattutto per minori, con modelli come quello di Maudsley).
  • Supporto medico e, se necessario, psicofarmaci per comorbidità (ansia, depressione).
  • Livelli di cura: ambulatoriale, Day Hospital o residenziale nei casi gravi.

Le nuove Raccomandazioni SINPIA (2025) sottolineano: intervento precoce, centrato sulla famiglia e sull’età evolutiva, con équipe specializzate in neuropsichiatria infantile. Il recupero completo si raggiunge in circa la metà dei casi con percorsi adeguati, ma servono tempi rapidi: liste d’attesa e mancanza di strutture sono ancora un problema (anche se a febbraio 2026 l’ISS ne censisce 232 tra centri di cura e associazioni).

A che punto è la ricerca?

La ricerca è in forte evoluzione. Sono in corso studi epidemiologici nazionali (progetto ISS 2026 per stimare la diffusione reale), nuovi strumenti diagnostici per l’età evolutiva (2025), indagini sui fattori neurobiologici, genetici e sull’impatto dei social media. Si esplorano terapie ibride (online + in presenza) e strategie nutrizionali personalizzate. Il Fondo Nazionale per il contrasto ai disturbi dell’alimentazione ha stanziato risorse importanti, ma serve ancora più investimento per ridurre i tempi di attesa e potenziare la prevenzione nelle scuole.

La guarigione esiste. La speranza ha il colore del lilla.

Leggi anche Parlando di alimentazione e benessere con Nataliya Gera

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