Enteromix è il nome del nuovo vaccino antitumorale sviluppato dall’Agenzia medica e biologica russa. Si tratta di un trattamento innovativo, ancora in via sperimentale, ma che presto verrà reso disponibile per uso clinico. A ufficializzarlo è stato il ministro per la Cooperazione economica Nenad Popović, dopo un incontro con una delegazione guidata da Aleksandr Ginzburg, direttore dell’Istituto Gamaleja – lo stesso che aveva creato il vaccino Sputnik – e da Andrej Karpin, direttore del Centro oncologico Gerzen. Il vaccino oncolitico ha lo scopo di agire contro le cellule tumorali, attivando il sistema immunitario. Enteromix è studiato principalmente per il trattamento del melanoma, dei tumori polmonari, colorettali e del glioblastoma. Secondo le dichiarazioni, il nuovo farmaco utilizza una combinazione di 4 virus non patogeni (ovvero innocui per l’uomo), in grado di svolgere una doppia funzione: distruggere direttamente le cellule maligne e attivare contemporaneamente l’immunità antitumorale innata del paziente.
Dal 2026 le prime dosi verranno prodotte a Belgrado, presso l’Istituto Torlak. I ricercatori affermano che i risultati preclinici (ovvero quelli ottenuti negli studi su cellule e animali) si sono rivelati incoraggianti, giustificando l’avvio della prima delle tre fasi di sperimentazione sull’uomo, per verificare innanzitutto la sicurezza del trattamento su un piccolo gruppo di volontari. Diversi studi hanno osservato come il vaccino oncolitico russo produca una riduzione delle masse tumorali tra il 60% e l’80%, con effetti tossici e danni agli organi molto contenuti. In prospettiva, il farmaco – che si spera confermi la capacità di ridurre significativamente il tumore, ritardare la progressione della malattia e migliorare i tassi di sopravvivenza – potrebbe essere usato in combinazione con le tradizionali chemio e immunoterapie.
I ricercatori russi stanno inoltre seguendo una seconda direzione: lo sviluppo di vaccini a RNA messaggero che puntano su un approccio individuale nel trattamento del tumore. Il vaccino creato in questo modo insegna al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali. A questo scopo il Centro russo ha sviluppato una piattaforma software unica per determinare il profilo mutazionale individuale, composto dai cosiddetti “neoantigeni”, e per programmare successivamente un vaccino personalizzato che si adatti alle caratteristiche specifiche del tumore. L’obiettivo finale, in questo caso, è sviluppare un vaccino universale a mRNA per colpire tutti i tipi di cancro. L’agenzia di stampa internazionale Kazinform dichiara che il Ministero della Salute russo ha registrato Imuron-vac, ovvero un vaccino per l’immunoterapia del cancro alla vescica, da utilizzare nel trattamento post-operatorio dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione del tumore.
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